L'altra cosa che spesso so dimentica è che sempre, comunque, si deve andare avanti. in un modo o nell'altro. non si finisce mai, ma si inizia da un altra parte.
Oggi siamo andate al Theatre du Verre, squat o centro sociale che dir si voglia, ma entrare lì mi ha ricordato tutto il tempo che ho passato in tutti i centri socilai della lombardia, a fumare sigarette perchè ti sembra di scaldarti, mentre in realtà ti ghiacci ancora di più le mani, freddo, un gran freddo e la roba fredda che inizia a bloccartisi nello stomaco dalle 4 del pomeriggio. per fortuna non ho più 17 anni, e per fortuna oggi poi hanno iniziato a suonare, veramente bravi.
Poi non avevo molta voglia di tornare a casa, il cielo pioggerellava e grigiolava come solo a Parigi sa fare, e allora mi sono buttata nella casa di Victor Hugo, a vedere una mostra sulla sua relazione con l'amante, tale modella attrice non mi ricordo chi, e la sua "casetta" si, piccola, ma che dà su place des voges da una delle prospettive più interessanti che si possano pensare...e la signore Hugo?
A lei nessuno ci pensa? E' inutile, dei grandi geni è sempre meglio essere le amanti, si sa! e come avrà fatto la povera signora Hugo, mentre questi si scrivevano 1000 lettere appassionate al giorno, mentre era chiaro che Victor aveva perso la testa e non se la cagava di striscio, come avrà fatto poveretta? mi devo informare su questa storia, a volte sono più interessanti le zone d'ombra di quelle che luccicano.
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